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01 settembre 2008

Anello in Val Gerola: Pesegallo Lago di Pescegallo – Cà San Marco – Salmurano - Pescegallo / 31 Agosto 2008

La giornata non è un gran che, ma poco prima delle 9 ho gli scarponi ai piedi. Questa volta andrò verso il lago di Pescegallo, indecisa se tentare la cima di Ponteranica.

Piccola premessa: occupata nei miei pensieri (piuttosto lugubri a dir la verità) entro in confusione al bivio appena fuori le gallerie e prendo per Chiavenna. Mi rendo conto che qualcosa non va ma devo fermarmi a vedere la cartina per capire che devo andare verso Sondrio. Iniziamo bene.

La seconda volta mi perdo nel prendere il sentiero per il lago. La traccia più marcata porta ad una baita. Poco male, proseguo sulla strada, ma questi 2 avvenimenti mi fanno riflettere. Inoltre le cime sono coperte dalle nuvole anche se a tratti.

Passo il lago ed inizio la salita. C’è gente che scende, immagino arrivino da Cà San Marco e probabilmente faranno il giro dal Salmurano.

Arrivo al Forcellino e guardo la carta: la Kompass dice che il sentiero per la cima parte dal laghetto sotto, la mia relazione da qui. Provo a prendere la cresta per un po’, ma poi le tracce spariscono. Non è tanto questo il problema quanto le nuvole che ormai si sono fatte basse e le cime sono tutte coperte.

Bene, è da tempo che voglio salire al Passo San Marco, che sia macchina, bici o a piedi. Questa mi sembra l’occasione buona. Riscendo e prendo per Cà San Marco, non sarà il passo ma è li che mi interessa arrivare.

Di qui il tempo è peggiore e mi ritrovo avvolta nella nebbia. C’è però un po’ di gente in giro. Al laghetto le cime non si vedono per nulla per cui non riesco neppure a capire se c’è davvero un sentiero da li per il Ponteranica.

Arrivo al passo di Verrobbio e vedo il mio sentiero che sta a mezzacosta e la in fondo il passo.

Inizio a chiedermi dove sarà il Passo Salmurano e quanto mi ci vorrà da li, ma sono fiduciosa.

E’ lungo arrivare al passo e ad un certo punto vedo un cartello che indica un sentiero che scende nella valle: Passo Salmurano 2 ore e 40.

Azz …

Mentre continuo verso il Passo medito: è tanto, e non è proprio presto.

Arrivata a destinazione mi trovo un posticino sul fraticello e sbocconcellando il mio panino mi guardo la cartina: gasp! Forse se la guardavo meglio prima non avrei affrontato questo itinerario: è davvero lungo! Inoltre devo scendere nel vallone per poi risalire. Ma si sa che ho la testa dura e, nonostante i conti mi indichino che arriverò alla macchina non prima delle 18, prendo il sentierino basso.

E qui la nota dolente: il ginocchio … duole, appunto. Mi fermo a mettere la ginocchiera ma la discesa è un tormento. Inizio a pensare che sono pazza al pensiero di farmi le oltre 2 ore per il Passo Salmurano e poi tutta la discesa verso Pescegallo, ma ormai sono in ballo.

La vallata e splendida, la risalita dolce in mezzo a mughi e rododendri. Siamo a fine estate, pochi fiori, qualche pianta già secca.

Incontro qualcuno che scende e inizio a pensare che forse non sono proprio cosi matta.

Lascio perdere la deviazione per i laghi di Ponteranica (sarà per la prox volta) e proseguo per il passo. Ma ecco si mette a piovigginare. Uffi … ce la farò?

Arrivano 2 signori e chiedo se manca molto per io passo. Mi rassicurano, circa un’oretta, anche meno se è veloce. Avevo stimato di arrivare li per le 16 e loro me lo stanno confermando.

Il sentiero è un bellissimo traverso molto panoramico se non ci fosse la nebbia a tratti. Si passa un vallone via l’altro con alternanze di saliscendi, e quando scendo … hai!!! Il ginocchio!!!

Quando avvisto il passo tiro un respiro di sollievo e mi fermo a far riposare la gamba. Da qui si vede benissimo il canale che porta al Benigni e da quaggiù non penseresti mai di salirlo abbastanza tranquillamente.

Medito.

La seggiovia scende dal Rifugio Salmurano. Mi farebbe risparmiare al ginocchio 400 m di discesa e un po’ più di un’ora.

Ci penso mentre scendo. Ci metto il tempo del cartello ma cerco di usare la testa: se il ginocchio fa male, la seggiovia è ancora aperta ed il costo abbordabile … beh, fai come i vecchietti e scendi in seggiovia.

Fatto.

Oggi il ginocchio non fa più male e sono contenta della scelta presa.

Il giro è davvero bello, fatto tutto con qualche sosta (io ne ho fatte davvero pochissime e molto brevi) comporta circa 8 ore. Tutto sommato direi che ne vale la pena.

E poi la sorpresa di Milano (vedi l’ultima foto) che è capace, nonostante tutto, di regalare panorami mozzafiato :)

Ah, in totale sono 1.273 m di dislivello!

2 commenti:

Andrea62 ha detto...

Stasera guardo sulla carta il giro che hai fatto, che mi sembra bel lunghetto. Ieri avevo capito un giro più breve!
Ciao
Andrea

Andrea62 ha detto...

Avevo capito giusto, tranne che non avevo incluso il rifugio Cà San Marco. Comunque il giro non è breve ma "è un gran bel giro" come diceva una siglia del Giro d'Italia di qualche anno fa.