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16 settembre 2008

Zuccone Campelli–2.160 m – 14/15 Settembre 2008

E’ il secondo fine settimana (domenica e lunedì, da notare …) che riesco a farmi da dicembre. No comment su questo fatto.

Stefano accetta comunque di accompagnarmi, anche se il meteo non è un gran che.

Andiamo a dormire al Rifugio Nicola, ai piani di Artavaggio. E’ tantissimo che manco da la e nel frattempo hanno riattivato la funivia. Noi pero’ saliamo a piedi e appena iniziato a camminare inizia pure a piovere. Il sentiero è tutto nel bosco, abbiamo i pantaloni corti e l’ombrello per cui arriviamo tutto sommato asciutti.

E’ molto suggestivo un bosco con questo tempo, la nebbiolina che rende tutto ovattato, il ticchettio delle gocce di pioggia come unica compagnia ai nostri passi.

Ci fermiamo a mangiare al Rifugio Sassi Castelli, poi una puntatina alla funivia, tanto per vedere com’è. Meno male che ci siamo passati cosi il ragazzo ci racconta che, se arriviamo entro le 16:45, ai Piani di Bobbio ci fanno scendere con gli operai. Ottimo! Le nostre ginocchia si sentono già più sollevate.

Proseguiamo per il Nicola, non lo vediamo che alla fine e naturalmente non si vede nient’altro.

Ci accoglie un simpatico giovanotto (il figlio dei gestori) che, dopo averci fatto riprendere, ci accompagna alla nostra camera. Saremo gli unici ospiti, ma questo lo sapevamo già.

La prima notizia bella è per la cena. Abituata a non scegliere, mi sento proporre 3 primi e 3 o 4 secondi! E li, si sa, si mangia bene.

Verso le 17 la nebbia inizia a diradarsi e cosi usciamo a fare 4 passi sul Sodatura e poi al Cazzaniga.

Quando ben siamo a tavola la nebbia è tornata a farla da padrona e le previsioni per domani non sono un gran che. Ecco, questo è il momento che un po’ mi demoralizza. Ho capito che non sono fortunata, ma cribbio … :(

Andiamo a dormire senza fare grossi programmi per l’indomani.

Mi sveglio spesso, senza lenti non vedo un gran che ma quella palla la luminosa non può che essere la luna … allora forse il tempo non sarà poi cosi brutto!

Mattino. Nuvole alte. Luce splendida.

Colazione con calma, il meteo dovrebbe migliorare nella giornata e noi avremmo deciso di prendere la funivia alle 5 meno un quarto, quindi di tempo ne abbiamo.

La cima non è lontana, il sentiero molto bello. Siamo in giro solo noi e le marmotte che ci assordano di fischi.

Per la cima ci sono un paio di catene in discesa e qualche roccetta in salita. Finalmente in cima allo Zuccone Campelli! Ora ho la certezza che non ci sono mai salita.

Foto di rito poi ci guardiamo le cartine per capire dove diavolo sia il canalone che ci porterebbe in un baleno al Rifugio Lecco. Stefano non lo ricorda, figuriamoci io ed entrambi non abbiamo pensato a chiederlo al rifugista.

Inoltre Stefano continua a commentare le nuvole con la preoccupazione che portino un temporale. Alla fine tanto fa che non mi va più di cercare il canalone ma preferisco tornare indietro e prendere il 101 e scendere dalla bocchetta dei mughi. Inoltre c’è un po’ di nuvolaglia bassa (alias nebbia) che ogni tanto scende dalla parte di Bobbio e non ci sembra proprio il caso di andar per sentimento. Di comune accordo decidiamo di tornare a prendere il bivio.

E’ lungo questo traverso e l’ultima parte a me non è piaciuta. Vegetazione piuttosto alta e bruciata dai primi freddi.

Sbuchiamo dall’altra parte e il terreno cambia radicalmente: quasi senza vegetazione, una traccia che si vede benissimo scende (e risale … sob!) verso sinistra, al di la delle montagne che abbiamo attraversato sull’altro versante, c’è il rifugio. Ci arriviamo nei tempi previsti dai cartelli. Peccato che il rifugio è chiuso, un caffè l’avremmo bevuto volentieri.

Siamo perfettamente in tempo per la funivia, ci incamminiamo e arriviamo li verso le 16.

In compenso non sono in orario loro ma i quasi 1000 m di dislivello risparmiati ci fa passare sopra a tutto.

Arrivati a Barzio un ottimo gelato, poi corriera per Lecco, treno per Milano.

Che dire … un grazie grande come una casa a Stefano che mi ha accompagnato in questa 2 gg umida … gliene sono veramente grata :)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Silvietta,


il Canalone dei Camosci lo prendi abbastanza facilmente: scendendo dalla cima principale (Dente dei Campelli, croce e tavola dei monti) verso l'anticima col ripetitore, una freccia indica a destra verso il Cristo delle Vette. Poco prima di risalire per i 20-30 metri che portano al Cristo, sulla destra un evidente canalone molto franoso segna l'avvio del Canalone. Abbastanza di cacca, franoso e spaccagambe per i primi 20 min. Trovi una serie di foto sul mio album web, se vuoi.

Comunque... Sempre complimenti per le tue foto


Luca / Arterio Lupib

heliS ha detto...

Ma ciao Luca!
Ti ringrazio per le info e sono ancora più contenta di non averlo preso quel canalone :)
A presto
S.