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06 ottobre 2008

Corno Bussola–3024 m – 5 Ottobre 2008

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Gli orridi o il Corno? Alla fine propendo per una cima, alta e che conosco. La giornata è meravigliosa e, anche se siamo avanti rispetto alla stagione, penso non ci saranno problemi a salire in alto.
Ho trovato pochissima gente, sia al parcheggio che sul sentiero. I colori iniziano ad essere quelli dell’autunno e si sa, il larice è splendido in questa stagione. Però il bosco dura veramente pochissimo e poi lo spazio aperto. Fa freddo, parto a -1 e la temperatura rimarrà sempre molto fresca.
Sono lenta e lo sento. Ho paura per il ginocchio e non voglio forzare, spero sia questo perché alla fine ci ho impiegato un’ora in più a salire che la volta scorsa :(
Poco male, ho trovato neve dura sul traverso (come temevo) ma sono passata abbastanza tranquilla.
Arrivando tardi in vetta ero da sola e il panorama davvero notevole, come potete ben immaginare.
Mi sono fatta il lavaggio del cervello per la discesa: non fare la cresta, sei sola ma non solo qui, su tutta la montagna non c’è più nessuno. Sono riuscita a mandare un sms ad Andrea che quindi sa dove sono ma … e se poi ci sono problemi per la discesa, come la mettiamo con il ginocchio? No, non faccio la cresta e torno da dove sono venuta.
Mi costringo ad una sosta in vetta di quasi un’ora (benedetta giacchetta di piumino che non mi ha fatto sentire neppure un briciolo di freddo!) e poi inizio la discesa.
Arrivo al bivio, la testa va sul sentiero di salita, le gambe su quello della cresta.
E mentre metto un piede davanti all’altro mi dico che sono un pochetto incosciente, ma la cresta … che meraviglia! E’ proprio tutta in cresta, un saliscendi sul filo (più scendi che sali) panoramicamente mozzafiato. Il tutto assolutamente escursionistico.
Solo che mi faccio un sacco di problemi: come sarà il sentiero di discesa? E se poi prosegue e devo scendere per prati ripidi? Ahi … il mio ginocchio!
E poi accuso la fatica e le poche soste che faccio abitualmente quando sono sola non sono state sufficienti a farmi riposare.
C’è un salto di roccia verso la fine, e penso che da li non salirà di certo il sentiero. E invece eccola li la freccia … sob … mi tocca salire ancora.
Corde fisse, scalini e la salita non è poi stata cosi lunga.
Ma ecco laggiù il lago, con il sentierino. Ora ho capito dove arriverò e sono più tranquilla.
Incontro un signore al colle con cui faccio il pezzo di discesa fino al lago. Mi chiede della mia salita, vuole sapere tutto nel dettaglio perché ci proverà pure lui :) Mi fa sempre piacere quando qualcuno prende spunto dalle mie avventure.
Scendendo mi fermo ancora una mezz’ora, sia per il ginocchio che per i piedi. E si, perché il piede mi è cresciuto di circa ½ numero negli ultimi mesi e ora gli scarponi mi fanno male :( E di certo non è il momento di prenderne un paio nuovi e non solo per la ragione economica.
In totale oggi avrò visto una quindicina di persone in giro. Il tempo si è velato dalla seconda metà del pomeriggio rendendo i colori dell’autunno ancora più caldi.
Oggi sono stata molto lenta e questo un po’ mi disturba ma avendo come obiettivo la sistemazione del ginocchio non posso permettermi niente di più.
Coda chilometrica sull’autostrada che, associata alla lentezza, mi fa arrivare a casa ben tardi e soprattutto guidare con il buio. Fa nulla, la giornata è stata splendida e un’altra cima è stata portata a casa!

1 commento:

Andrea62 ha detto...

Finalmente vedo i laghi Palasina, almeno in fotografia.

Con un reportage come questo sembra di esserci stato veramente!