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13 agosto 2007

Cima Bianca 3.009 m – 11/12 Agosto 2007

Che we incasinato! Mettere 2 persone insicure come Andrea e la sottoscritta nell’organizzazione di un we che mette insieme tempo incerto, nevicate di un certo spessore in quota e verifica delle condizioni per salire al Mer de Glace vuol dire uscirci con il mal di testa.
Venerdi sera telefonate piene di dubbi. Dormiamoci su, ti chiamo domattina: va bene alle 6:30?
Certo.
Intanto medito.
Prima ero convinta di tentare la Giordani dal Col d’Olen, al limite si girava sull’Alta Luce, ma le obiezioni di Andrea mi fanno ricredere: non posso convincere qualcuno con le condizioni cosi incerte …. fossi tranquilla io!
Medito che domani gli dico: stiamo a casa sabato e se non riusciamo ad andare in zona Bianco, andiamo a fare una giornaliera domenica.
Non faccio in tempo a mettere a punto il mio messaggio che arriva un sms: va bene il tuo programma, andiamo la (in Valle d’Aosta) e poi vediamo il da farsi.
La mattina è più possibilista Andrea di salire la Giordani, io invece ho paura che lo faccia solo perché ingolosito (termine da lui coniato) dalla salita più’ che dalla convinzione di farcela.
Arriva il messaggio dell’amico del Bianco: meglio aspettare 2/3 giorni che la neve caduta in questi giorni si stabilizzi.
Il colpo di grazia.
Sono iperindecisa ed in queste condizioni preferisco non andare. La Giordani è la e non scappa di certo.
Andrea accetta la proposta della Cima Bianca con il suo primo pernottamento in bivacco. La cima è un 3.000 scarso, forse non troviamo neppure neve.
E poi non è che le previsioni siano eccelse per il Rosa.
Continuiamo a convincerci per tutto l’avvicinamento che è la scelta giusta, ma aleggia nell’aria una certa delusione.
Partiamo che è già l’una e mezza e imbocchiamo l’infinita strada che porta al Lago di Loditor. Ho preparato Andrea a queste prime 2 ore per cui non se la prende per la lunghezza del percorso. Per fortuna ora so bene la strada e avrò solo una paio di dubbi più avanti, ma nel complesso non possiamo perderci, anche se non abbiamo (ovviamente) le cartine.
Breve pausa e poi riprendiamo. Inizia finalmente la salita. Ho lo zaino pesantino e per fortuna non è particolarmente caldo.
Inizio a chiedermi se saremo i soli al bivacco senza contare che però Andrea è ansioso e non essendoci mai stato in bivacco si sta preoccupando.
Si preoccupa fino al punto di mettere le gambe in spalla e lasciarmi indietro ….. Forse gli è sfuggito il fatto che anche se arriva 5 minuti prima di me la situazione non cambia!
Vedo il bivacco …. e vedo la porta aperta …. e vedo un po’ di gente fuori …. MANNAGGIA!!!
Appena arrivati mi apostrofa un tipo: Dormite qui? Perché siamo in tanti: noi in 4, un altro gruppo di 7.
A parte il benvenuto (non l’ho mandato a quel paese solo perché cerco di essere una persona civile) faccio i conti: 13 persone in 9 posti! Va beh, troveremo una soluzione.
Il tempo di riprenderci ed iniziamo a prendere contatti con gli atri bivaccatori. Il ragazzo che apostrofò cosi all’inizio si rivela invece un’ottima persona, tant’è che più tardi gli racconto le mie impressioni: Ecco! Do sempre l’idea sbagliata di quello che voglio dire! Bene, allora siamo in 2 :)
Anche il gruppo di 7 non sembrano male, hanno 4 bimbi di 9 anni con loro e si fermano qualche giorno qui: mitici!
Intanto si fa l’ora di cena, i padri dei bimbi mi dicono che stanno accendendo la stufa e, il tempo di scaldare dell’acqua, poi mi lasciano uno dei due fornelli a disposizione: grandi!
Ci si da una mano tutti quanti, c’è un ambiente davvero bello. I bambini sono meravigliosi, nonostante siano bimbi. Sono svegli ed intelligenti e le domande che ti pongono non sono mica sceme ….. c’è da riflettere!
Finita la cena ci apprestiamo alla “riunione di condominio” per decidere la logistica ed ecco che ne arrivano altri 3.
Lo sguardo di una delle tipe è emblematico: non ci ha mandato a quel paese, almeno, non lo ha fatto ad alta voce, ma dentro di se deve aver imprecato assai!
Sembra sconvolta, cosi le si offre un po’ di pasta avanzata dai 4 ragazzi. Se la mangia senza fiatare e poi pensa a preparare la loro. Hanno anche un cane. Io adoro i cani, ma con il bivacco cosi pieno, con la possibilità di mettere dei materassi per terra, ci fanno chiedere, con dispiacere, di tenere il cane fuori dal bivacco. Meno male che hanno la tenda!
Facciamo i conti: il gruppo di 4 ha una tenda (o 2 … sinceramente non lo ho mica ancora capito!) I papà con i bimbi hanno pure loro 2 tende. A conti fatti, chi può dorme in tenda, ne avanzano giusto 9 per il bivacco :) Problema risolto prima ancora di averlo considerato!
Saltano fuori le bottiglie di vino, il limoncello, la crostata di marmellata …. Ed è la notte delle stelle cadenti. Luca (uno dei mitici papà) si offre di scendere a prendere legna, un ragazzo del gruppo dei 4 lo accompagna e noi iniziamo ad accendere il fuoco, in modo da farci trovare pronti appena arrivano i ciocchi.
E la serata passa cosi, tra un liquore alla liquirizia e le stelle cadenti, in 13 intorno al fuoco a chiacchierare (gli ultimi 3 arrivati confermano l’impressione iniziale e se ne stanno per conto loro).
Si contano le stelle, si ammira la via lattea, si riconoscono i carri e la polare …. e si beve :)
Alla fine andiamo a nanna che è quasi mezzanotte. Dentro in bivacco e c’è un casino incredibile! Non c’è un buco libero sul tavolo, e la roba non è di nessuno di noi, visto che avevamo lasciato lo spazio agli ultimi arrivati …. Commento un pochino, come il mio solito, e poi a nanna.
La notte passa tranquilla, la mattina mi sveglio presto ma non sento alcun tipo di movimento. Aspetto le 7 ma poi mi alzo. Mi segue Andrea, poi pian piano il gruppo dei 4. Luca è già in piedi. Facciamo colazione poi Andrea ed io partiamo.
La giornata non sembra fresca, io parto già in corto ed inizio la salita che mi porta al pianoro.
Lassù vado a lume di naso, tanto so dove si scollina per la cresta, ma tanto fa che, anche senza volerlo, mi ritrovo sempre a ridosso dei segnali.
Ora c’è lo strappo che ci porta in cresta. La temperatura scende, il cielo non è più cosi limpido e blu ma iniziano ad addensarsi le nuvole.
Arrivata in cresta, incredibile ma vero, mi metto il pile: il venticello è davvero freddo!
Con il mio lento passo risalgo la cresta. Mi perdo una volta sola, dove per seguire il filo di cresta perdo di vista i segnali, ma li vediamo li sotto ed è un attimo ritornare sulla retta via.
La cresta è lunga, in ambiente abbastanza severo, ma il 2 passaggi un po’ esposti li devo ancora trovare.
Finalmente arriviamo sotto lo strappo finale. Andrea vuole lasciare giù i bastoni. Io non rispondo ed inizio a salire: c’è il sentiero, cosa li lasciamo giù a fare?
In cima ci va abbastanza bene, le nuvole si spostano un po’ di qui, un po’ di la quel tanto per permetterci di godere del bel panorama di lassù.
L’unica parte che non si è mai vista, tranne uno sprazzo all’inizio, e quella del Rosa …. Come sono contenta di aver deciso per questa meta!
Stiamo in cima un’oretta. Vediamo il gruppo di 4 sotto di noi, dal versante opposto rispetto quello da cui siamo saliti, ma si fermano ad un cimotto più in basso.
La discesa è tranquilla, c’è qualcuno che sale, ma pochissima gente.
Arrivati al bivacco troviamo ancora tutti li: i 3 stanno partendo ora, i 4 stanno finendo di mangiare poi partono, i papà ci invitano a mangiare un piatto di pasta con loro …. Dovevamo aspettarcelo! :)
Accettiamo ed io inizio a dare una mano in cucina (ovviamente). La cucina sulla stufa ha dei tempi tutti suoi, per cui si pranza tardino.
Riusciamo ad essere pronti per la discesa verso le 3.
A metà discesa sosta caffè, poi altra sosta respiratoria per i piedi (che sono rimasti intrappolati nei calzettoni da più di 24 ore!) e poi, sotto qualche goccia di pioggia, approdiamo alla macchina.
Andrea sembra soddisfatto della gita e della esperienza in bivacco. C’è da dire che gli è andata un gran bene con la gente che abbiamo incontrato!
Panino, gelato, e poi casa ….. con la speranza di fare ferragosto in zona Bianco, anche se io, sinceramente, ci credo poco …

1 commento:

pinco ha detto...

avete fatto la cima che sogno da anni bel racconto..mi sono emozionato nel leggerlo grazie per le informazioni presenti nel racconto se in futuro andrò ricambierò ciao davide