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27 agosto 2007

Rifugio Mezzalama 3.036 m - 25 Agosto 2007

Dopo un’infinità di tempo è ora di mettere fine a questa lacuna: oggi si va al Mezzalama!
Non so perché questa gita mi inquieta, forse perché arriva proprio alle pendici del ghiacciaio (Polluce, tanto per non far nomi), forse perché il dislivello non è banale, forse perché ne ho sempre sentito parlare ma non ci sono mai salita.
Il fatto di aver dormito qui a St. Jacques fa si che sono sul sentiero poco prima delle 8. Nonostante l’orario, trovo qualcuno che inizia come me presto.
Fino al Pian di Verra inferiore sono nello splendido bosco che si trova di queste parti, poi c’è la carrozzabile. A dire il vero non l’ho trovata noiosa, oltretutto si cammina abbastanza velocemente ed io ho davanti il Rosa nella sua splendida luce mattutina di una giornata che si preannuncia eccezionale.
Il passo è buono, sono nei tempi dei cartellini (di più non posso pretendere).
Arrivati al Pian di Verra superiore inizia la vera salita ….. ed io inizio a boccheggiare.
Non capita anche a voi di avere delle gite che hanno in comune alcuni denominatori?

Apro un’altra nota di colore.
Iniziano ad arrivare delle persone, arriveranno ad ondate (che sia per il taxi, leggi jeep, che si puo’ noleggiare a St. Jacques?). Sono ferma per una pausetta, per cui mi passano davanti senza problemi. Quando riprendo, sento dietro di me un passo veloce. Con lo sguardo vedo che è un ragazzotto, allora mi faccio da parte e lo lascio passare.
Nulla.
Il silenzio più assoluto.
Riprendo a camminare con un “GRAZIE” a voce abbastanza alta da farmi sentire dal ragazzotto.
“Per cosa?”
Per essermi fermata a farti passare”
“E’ scontato” ….. cosa????? Non ci posso credere ….. ribatto che non è scontato essere gentili e cortesi e che con altrettanta gentilezza e cortesia dovrebbe essere ricambiato con un grazie.
Non ho parole ….
Chiusa la nota di colore.

Dopo il pezzo più faticoso, si inizia ad intravedere il rifugio, e meno male perché il primo che si vede è le Guide Della Val d’Ayas che rimane lassù sul cucuzzolo!
Ancora un po’ di fatica quando, proprio dietro un dosso, appare come d’incanto il bel rifugetto, con le sue finestre rosse in un contesto da favola! Ovviamente il piazzaletto antistante il rifugio è pieno di magliette, zaini, scarpe e proprietari di tutto ciò, ma non mi tange: faccio un giretto li intorno per vedere com’è e poi me ne vado su, a cercare una pietra solitaria con una bella visione.
La trovo vicino al sentiero, cosi mi permetto di scambiare 4 chiacchiere con il signore incontrato in salita (pantaloni alla zuava di velluto …. Mi è venuto spontaneo di dire: ma non ha caldo? Mi ha guardato con aria afflitta: e si, oggi ho proprio sbagliato abbigliamento! E’ proprio vero che la cortesia fa parte di un’altra generazione …) di salutare quelli che scendono dalle Guide della Val d’Ayas e di godere di un panorama davvero mozzafiato.
Chissà se un giorno ricalcherò questi passi con uno zaino pesante, meta il prossimo rifugio per tentare il famoso Polluce? Mai perdere le speranze, ma ogni anno che passa la vedo sempre più difficile come meta ….
Scendo, gli escursionisti continuano ad arrivare ad ondate per cui ci sono dei pezzi che mi faccio da sola alternata a pezzi che mi tocca salutare ogni passo che faccio
Piccola deviazione al lago blu, bello, non c’è che dire, ma stracolmo di merenderi. Sosta alla Casa Bel Bosco e poi alla macchina. Alla fine non è stata neppure una giornata troppo lunga …. Quasi quasi mi sono pentita di non essere salita oltre, almeno fino a dove si poteva, prima di incontrare il ghiacciao …. Ma ci tornerò!

1 commento:

Andrea ha detto...

Viste le foto noto uno "spaventoso" arretramento della lingua del ghiacciaio rispetto a quello che ricordavo io soltanto 9 anni fa.