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16 agosto 2007

Corno Baitone: la gita infinita! 14/15 Agosto 2007

Infinita si e per 2 motivi: infinita la pietraia che non finisce mai e infinita perché non è stata finita, visto che abbiamo rinunciato. Perché?
Andiamo con ordine.
Due parole: Corno Baitone. Andrea accetta subito. Strano. Partiamo comunque al pomeriggio, la mattina, una volta tanto, ho da fare io e non posso partire presto. Meglio cosi, perché danno brutto tempo con miglioramenti lenti in serata.
Arriviamo al parcheggio e subito cozziamo contro l’esuberanza bresciana: mettila li la macchina, un po’ piu’ a destra, indietro, ancora, gira a sinistra ….. il tutto nel giro di 10 secondi ….. ma ci lasciasse un pochino respirare!!! Gentile, ma troppo invadente e poi non parla, urla. Meno male che se ne vanno quasi subito e noi prendiamo il loro posto macchina.
Ci prepariamo e partiamo. Il tempo è uggioso, ha smesso di piovere da poco e l’aria è umidissima. Sudo copiosamente ma cerco di salire in fretta, tanto rallentare non servirebbe a sudare di meno. Davanti a noi le nuvole, ci stiamo andando proprio incontro. Meno male che, man mano che si sale, le nuvole basse sono in diradamento e arriviamo al Tonolini che le nubi si sono alzate e sta diventando sereno.
Ci prepariamo il risotto, mangiamo il salamino e poi a czzeggiare un pochino prima di andare a nanna. La sveglia la mettiamo (o meglio, la metto …. ) alle 5; i cartelli dicono che ci vogliono 4 ore ed io inizio a preoccuparmi, visto che in salita ho impiegato il tempo esatto dei cartelli.
Siamo i primi ad alzarci, scaldo l’acqua per la colazione, chiudiamo gli zaini e alle 6 partiamo.
Mi devo scaldare, ma non si va male. Fa freddino, tant’è che ho i pantaloni lunghi. Arriviamo ai laghi gelati una mezz’ora prima dei cartelli: che bello! Bello si, ma la quota è ancora bassa. A parte qualche strappo ci sembra di non salire mai.
Si, bello …. Ora inizia davvero il bello.
La pietraia è iniziata da subito, ma fino ai laghi gelati è agevole e si alterna a tratti di sentiero. Ora invece diventa faticosa, i massi sono più grossi ed i segni non sempre ben visibili. E qui inizia il tormentone: per forza non vediamo i segni, noi li cerchiamo in alto (stiamo salendo, non dimentichiamolo, ed invece la traccia se va bene va in traverso, altrimenti …. scende …..
Ci facciamo un’ora a 2900 m, un incubo! Continua a fare avanti e indietro, per passare il vallone ci fa fare il giro dell’oca ma, non essendo della zona, non ci fidiamo a tagliare, il terreno è davvero faticoso e man mano che procediamo diventa sempre più faticoso ed i massi più instabili.
Finalmente arriviamo in vista del canale di salita, solo che siamo a circa 4 ore dal rifugio. Pazzesco! Lo so che sono andata piano sulla pietraia, ma eravamo in 2 a cercare i segni ed Andrea ci vede MOLTO bene, mica come me.
Facciamo fatica a trovare il bollo di partenza delle roccette (benedetta relazione che mi ha passato qualcuno di ISM un paio d’anni fa, peccato non mi ricordo più il nome) ed io sono scettica sul fatto di salire.
Ci fermiamo, mangiamo e riflettiamo.
Il tempo, un po’ nuvoloso appena partiti, ora è splendido, l’Adamello si fa vedere e indico ad Andrea le 2 vie da cui sono salita che da qui si vedono abbastanza bene.
Vedo che lui scalpita ed in effetti prova a salire. Io sarei passata alta, lui invece, visto che a livello del bollo non è consigliabile salire, scende sul nevaietto. Si trova però di fronte ad una bella placca con una fessura non proprio semplice per due come noi (poi vado pure io a vedere, senza zaino, magari ce la si fa, un tentativo non fa mai male).
Siamo a quota 3000 e qualcosina, mancano dai 250 ai 300 m per la cima. E sono già le 11.
Le difficoltà che vediamo dal basso ci fanno desistere. Dal mio punto di vista sono stremata dalla tensione della pietraia, del fatto che non saliva mai con un percorso abbastanza faticoso.
Intanto che ci riposiamo ancora un pochino, arrivano 3 bresciani. Cerchiamo di chiedere a loro se abbiamo o meno sbagliato strada, visto che loro ci hanno messo 2 ore dal rifugio. Non sono molto sociali, ci rispondono piuttosto seccamente che se ci abbiamo messo 4 ore vuol dire che abbiamo sbagliato strada. Stop.
Il quarto è indietro, lo aspettano di malavoglia. Poi scopriamo che c’è anche un quinto, che hanno lasciato solo perché, avendo problemi di cuore, si deve fermare non appena arriva la crisi della tachicardia. Un bel gruppo di montanari, non c’è che dire!
Comunque loro salgono. Guardiamo che strada fanno e non seguono i bolli, stanno piu’ in alto. Loro, che sono bravi e conoscono la strada, ci mettono un’ora a salire. Sono sempre più convinta che abbiamo fatto bene a rinunciare.
Scendendo, cerchiamo di capire se c’è un’altra strada che non abbiamo visto e vediamo degli splendidi ometti che puntano dritti ai laghi gelati. Li seguiamo, ma dove servirebbero di più, proprio dove c’è il salto di roccia, spariscono. Andrea non è tranquillo, io non posso forzarlo e poi ho bisogno pure io di avere vicino qualcuno un po’ piu’ sicuro di me, per cui rinunciamo e torniamo da dove siamo venuti.
A parte l’infinito traverso che ora, ovviamente, sale, scendiamo al rifugio abbastanza in fretta.
Parliamo con il gestore che ci dice di aver chiesto di mettere un paio di catene per la cima, vediamo se alla fine la vince. Secondo me, li ci starebbero bene. Non solo perché io, da brava escursionista, con la catena mi sento più sicura, ma anche perché già non ci sale nessuno su ste montagna, almeno con un aiuto ci verrebbe più gente. Non è bello vedere la montagna che nuore cosi ……
Mangiamo e poi scendiamo.
Ora fa tanto caldo, ma in un paio d’ore siamo alla macchina. Gelato a Edolo e poi verso casa.
E’ sempre amaro quando devi rinunciare alla cima, ma è buono saperlo fare. Appena scesa non ero assolutamente propensa a ritentare ma ora, che ci ho dormito sopra, non sarei cosi assolutista. Con un compagno di avventura che abbia maggiore sicurezza su questi terreni penso che la ritenterei …..

11 commenti:

Andrea ha detto...

Hai descritto in modo molto efficace la situazione della pietraia.

Sono andato a leggere due relazioni un pò datate e una recente.
Le vecchie (20-30 anni) parlano ancora di nevai sotto la vetta da sfruttare per salire più in alto che si può.

Quella recente, vista in biblioteca, parla di difficoltà F e consiglia discrete capacità alpinistiche per il tratto finale
anche se facile.

Quest'ultima è dunque quella più aderente alle mie capacità.

Andrea

Marco ha detto...

Un bel granito, che scornata! Complimenti a entrambi!!

Magari merita prima o poi rifarci un salto, se è solo F si va.

A me non piace contare le ore, infatti non lo faccio più. Solo che un minimo di velocità, o meglio non lentezza, in itinerari così lunghi e complessi sovente dà quel poco di sicurezza e tranquillità in più (certo però senza disperdere gente sulle montagne come hai visto tu!!).
Belle foto come sempre, e anche gli itinerari che vedo cominciano a diventare assai tosti! Continua così!!

heliS ha detto...

Cos'è .... una proposta? :)

Hai ragione, la non lentezza è sinonimo di sicurezza. Ora ci siamo quasi con il dislivello, per i tempi al momento, tranne casi particolari, sto ai tempi dei cartellini ... non è gran che ma è tutto quello che posso fare per ora.
Le foto: ti ringrazio ma non sono un gran che; i panorami non mi dicono molto, ne salvo giusto una o due, pero' danno un'idea di dove siamo finiti!
Buone camminate!
Silvia

claus ha detto...

ottima scelta questa gita, complimenti!

che spettacolo il granito d'adamello!
il Baitone è una bella montagna, la parete N è una gran salita su ghiaccio verticale.

heliS ha detto...

Non sono mica tanto sicura che sia stata una buona scelta, quei pietroni ci hanno distrutti e ci è pure scappato che la zona non fosse un gran che .... più che altro è monotona!
Cmq ho scoperto che la N del Baitone è una bella salita!

Sono un pochino demoralizzata a fare il punto di quest'anno:

Cima del dosso versione invernale
Galizia
Lyskamm girato sul Castore
Pizzo di Trona
Corno Baitone

Troppe cime mancate .... non riesco piu' ad essere allenata come un paio di anni fa .... e ora si sta di nuovo avvicinando l'inverno .... UFFA!!!!

claus ha detto...

Sei stata in Galizia? che bello..io avevo provato ad andarci ma il mio viaggio si è arrestato a Bilbao :D

vabbè dai l'inverno offre tante possibilità...e poi pare che arrivi una fase di tempo stabile,a settembre di solito ci scappano delle gran gite...tipo con gli alberi ingialliti e il primo gelo, mica male!

heliS ha detto...

No no ... intendevo la Punta Galisia (in qs momento non ricordo se si scrive con la s o con la z).
Si, in effetti spero di andare a zonzo questo we, e poi l'autunno con i suoi splendidi colori e le prime ghiacciate .... solo che mi toccherà andare in giro da sola e con il freddo ed il gelo non mi sento mica tanto sicura; devo ancora farci l'abitudine :)
E poi mi manca il gelo: l'inverno passato non ho quasi mai visto i veri paesaggi invernali, i cristalli di neve, i giochi di ghiaccio ....

claus ha detto...

ah avevo capito quell'altra galizia :)

ma è bello andare in giro da soli in inverno! bhè a dire al vero ultimamente ho girato pochissimo da solo andando più spesso in verticale che in orizzontale. però una delle gite che ricordo con più piacere della scorsa stagione invernale è stata una scialp in completa solitudine sulle orobie. E ancor di più la val codera a fine settembre dell'anno prima e l'epica sasso canale-val di bares entrambe da solo... mi mancano queste gite!

heliS ha detto...

Ah il verticale! Io invece, imperterrita, me ne vado in orizzontale .... + o - :)
Non so più quante volte sono salita in Val Codera da sola. Sola .... ma sempre un sacco di gente intorno tranne quando vado al Bivacco Casorate Sempione: li allora la selezione è naturale, dopo il tracciolino non c'è più nessuno.
A proposito, sei mai stato al bivacco Valli? Mi intrigherebbe la traversata da uno all'altro, ma dicono che il sentiero non è più tracciato.

claus ha detto...

Al Valli ci sono stato una volta quando ero piccolo. Della traversata verso il Casorate so' che è un sentiero piuttosto impegnativo, magari da non fare da soli. In zona è stato tracciato un nuovo sentiero, non so se passa da lì, mi informerò!

heliS ha detto...

Si, grazie! Io ho già fatto dal Casorate al Bresciadega .... un sentiero niente male direi :) moooolto selvaggio!
Quest'anno, e da qui in poi mi viene da dire, sarò sempre più sola a girare per le montagna, per scelta o per necessità poco importa. Sai che frustrazione rendersi conto che le passeggiate che vuoi fare non le puoi fare da sola? :((((