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06 agosto 2007

Monte Cevedale m 3.379 – 4/5 Agosto 2007

Cevedaliamo? Massi, mi risponde il socio, il meteo da bello per tutto il we.
Partiamo un po’ prima del previsto, visto che è il sabato “nero” per il grande esodo ed il buon giorno me lo regala la tangenziale: 1 km di coda per incidente…. Iniziamo bene!
Nonostante la coda arrivo puntuale. Sosta caffè nei dintorni di Morbegno e poi ….. arriva Sondrio, arriva Bormio, arriva Santa Caterina Valfurva …. Ma quando arriva il parcheggio???
Cavolo: 4 ore e mezza di strada!!! Arrivo già stracotta dalla guida, mi vedo bene salire al Casati.
Il parcheggio è pieno, trovo pero’ un buchetto per mia macchinina. Carico la corda (con Andrea si fa a mezzo …. ) e via verso il Pizzini. Pantaloni corti e maglietta leggera, ovviamente.
Arrivati pero’ al Pizzini pian piano ci vestiamo, io arrivo addirittura ad avere i pantaloni lunghi, la maglia con le maniche lunghe ed il pile! Un vento piuttosto gelido ci accompagna nel pranzo e nella successiva salita. La corda passa nello zaino di Andrea ed io mi sento un po’ piu’ sollevata.
Non ho mai fatto questo sentiero, non me lo aspetto cosi: è bello, ripido ma praticamente un’autostrada.
Salendo, vediamo la crepaccia terminale: urca! Andrea, non cominciamo ad agitarci, mormoro …. Vediamo domani quando siamo li. E poi la traccia è evidente e senza interruzioni, per cui niente stressamenti e pensiamo ad altro.
Saliamo in tempi abbastanza decenti, ma il vento non ci da tregua. Alla fine, dopo essermi ripresa dalla fatica, mi metto addosso tutto quello che ho, tranne il guscio della giacca a vento; inizio a pensare che domani patiro’, forse per la prima volta, il freddo.
Passiamo le ore tranquilli a fare foto, a chiacchierare e a guardare il panorama che, dal rifugio, spazia davvero a 360°
Cena: solo una pasta. Ok, non ci portano il pane ma il grana si. La pasta è cotta ma manca di sale, pazienza. Mangiamo poi un po’ di cose nostre e ci apprestiamo ad aspettare il tramonto per le foto di rito.
Paghiamo.

Apro una amara parentesi.

Ecco, qui arriva una nota dolente. Lasciamo perdere il fatto di farci passare avanti chiunque si avvicini al bancone (sai com’è …. non abbiamo la mezza pensione e pensano cosi di trattarci con meno considerazione, penso io) che pero’ mi ha permesso di verificare che di ricevute non se ne parla proprio, almeno 5 le ha fatte, li davanti a me, scrivendo su un bel blocco …. di carta straccia per quel che riguarda la finanza.
Arriva il nostro turno, paghiamo, mi prendo il mio biglietto di carta straccia e mi siedo a meditarci sopra.
8 euro un piatto di pasta.
Il rifugio è over 3.000, ma mi sembra tanto lo stesso.
Mi metto alla ricerca del prezziario che DEVE essere esposto e ben visibile, mi giro tutto il piano terra del rifugio ma non lo trovo: alla faccia della visibilità!
Alla fine chiediamo, e scopriamo che l’anno appeso in una nicchia rivolta verso il bar e praticamente invisibile al cliente …..
Allora mi incazzo un momentino e vado verso la signora: come mai la pasta 8 euro?
Il pane, mi risponde ….. Guardi che non ce l’hanno neanche portato!
Il cazziatone se l’e’ preso la ragazza, ovviamente dopo aver messo NOTEVOLMENTE in discussione la mia affermazione.
A questo punto chiedo la ricevuta (n 166 ….. dall’inizio dell’anno ….) che fa fare al marito in cucina.
Scocciata assai, la signora mi rende 5 euro con la ricevuta. No, guardi che sono 6.
Ah no, mi risponde andando verso il prezziario: il pane sono 2,5 euro a testa!
Si, ma la pasta sono 5.
C’è il formaggio ….. COSA??????
A quel punto mi incazzo! Ma le sembra? Lei mi porta una cosa (e per fortuna non ha portato il pane) e non mi dice che la devo pagare a parte? E poi, dov’è il prezzo del formaggio grattugiato sul prezziario?
La signora, alzando la voce, mi fa presente che anche al ristorante portano il formaggio.
Sempre piu’ basita le faccio presente che non me lo mettono come costo a parte.
E lei: certo, e’ compreso nel prezzo della pasta ….
Sono sempre piu’ basita, lei chiama il marito dicendo che noi facciamo una questione per 1 euro ….
Noi 1 euro, ma li vogliamo moltiplicare per tutti quelli che passano? E ci vogliamo aggiungere le ricevute che non vengono fatte?
Ora sono troppo incazzata, purtroppo Andrea non è tipo da intervenire ed io valuto che è meglio che me ne vada, altrimenti qui finisce in litigio.
Il giorno dopo, oltretutto, vengo a scoprire che la figlia del referente del CAI Milano (a dire il vero è il vice, ma la figlia dice che il capo è troppo anziano per andar per rifugio per cui manda il vice, il papa’ appunto, che è amico dei gestori …. Che sia per questo che possono permettersi di comportarsi in questo modo? Inoltre, c’è un bellissimo cartello, questo invece MOLTO ben visibile, che chiede 3 euro per mangiare il proprio cibo …. senza fare, ovviamente, nessuno riferimento al fatto che i caini hanno il diritto di consumare il proprio cibo all’interno del rifugio GRATUITAMENTE!
Servirà a poco, ma appena mi calmo preparo una lettera da mandare al CAI Milano e da pubblicare sui vari siti e forum che parlano di montagna: ne ho proprio le tasche piene di questi gestori prepotenti che pensano soltanto a come spennare il polloalpinista (non vi dico le facce degli stranieri quando vedevano il conto!!!)
Fosse poi un rifugetto dove non ci va nessuno! Hanno un sacco di gente sia a dormire che a pranzo, per cui non è davvero scusabile come comportamento.
E per finire questa triste pagina di una gita che, per fortuna si è rivelata splendida, faccio riferimento solo ad un fatto: l’anno scorso, il signore (penso il marito) che chi ha fatto il conto ha sbagliato, e ci ha fatto pagare, se non ricordo male, circa 30 euro in meno. La sottoscritta, tanto ingenua quanto onesta, si è fatta in 4 per restituire il tutto, telefonando svariate volte visto che i dati del conto corrente erano sbagliati. Non mi è arrivato neppure un grazie …. Ecco quello che si ottiene ad essere onesti. Che vi devo dire, prima o poi imparero’!
Per ora ho imparato che d’ora in avanti nel rifugio si pernotta e basta. Al limite solo l’acqua, controllando e ricontrollando quanto ce la fanno pagare.

Chiusa la parentesi amara.

Andrea cerca di calmarmi, pensiamo alla gita di domani e cerca di dormire. Ha ragione. Accendo il lettore MP3 e mi appisolo.
Ogni tanto apro un occhio e vedo una luce pazzesca fuori e qualche flebile stella; c’è luna piena, o quasi, e con il riverbero del ghiacciaio ci si vede benissimo.
Sveglia alle 5:15 per Andrea, un quarto d’ora dopo per me.
Solito malessere di quota, decido di non mangiare e mi preparo. Nonostante il quarto d’ora prima riesco ad essere pronta prima di lui, ma per fortuna mi fa aspettare solo pochi minuti.
Scendiamo sul ghiacciaio, ci leghiamo e via.
Mi sono messa addosso tutto quello che avevo, pile e sottopantaloni compresi. C’è vento e sono solo le 6 del mattino,
Ben presto mi rendo conto che con il pile ho esagerato, per cui lo levo, ma la giaccavento, quella no. Tiene il vento che è una meraviglia!
Un paio di cordate sono partite prima di noi. Saliamo tranquilli, c’è un pistone enorme e, anche se mi guardo costantemente intorno per vedere le condizioni del ghiaccio, sono abbastanza tranquilla.
Quando la salita inizia a farsi piu’ ripida arrivano le altre cordate, un paio ci superano.
Arrivo ora alla crepaccia terminale che abbiamo visto ieri. Sosta per tirare fuori la picca e via. Cribbio se sono ripidi i primi metri! Poi si fa un po’ piu’ umana, ma d’altra parte i 500 m di dislivello da qualche parte devono saltare fuori!
Altro crepaccio, questa volta da saltare, ma i ramponi tengono che è una meraviglia e il salto è davvero minimo.
Appena il pendio si è fatto ripido, penso.
Penso che le gambe mi sorreggono per tutto il giorno.
Penso che i ramponi hanno 12 punte ognuno: terranno ben su ghiaccio, no?
Allora mi sento tranquilla.
Cresta finale, torna il vento.
Eccoci in cima.
Panorama mozzafiato! Sono le 8:40 non c’è una nuvola in cielo e iniziamo ad identificare tutte le montagne che conosciamo.
Foto di rito contraccambiate con gli altri e poi inizia la discesa.
Decidiamo di non salire allo Zufallspitze (un po’ delusa la sottoscritta, ma so che Andrea ha ragione) ed iniziamo la discesa.
La neve sta mollando, ma arriviamo comodamente al rifugio.
Ci prendiamo una bella pausa, riposiamo, mangiucchiamo, rifacciamo gli zaini e poi si scende.
C’è un sacco di gente che sale, alcuni con il fiatone, altri che si lamentano che il sentiero non è in buone condizioni a causa di una nevicata recente …. Certo che sei vuoi andare in un rifugio over 3.000 forse ti dovresti aspettare che non sia poi fondamentalmente escursionistico …. Anche se, se devo essere sincera, non ci ho visto nulla di brutto nel sentiero, solo un po’ ripido a tratti.
Al Pizzini sosta pranzo.
Convinco Andrea a scendere dal sentiero invece che dalla strada (ora che so che esiste col piffero che mi ribecca di nuovo quella strada piena di jeep che vanno avanti e indietro!) pero’ è sempre lunga la discesa.
Sosta per un mega gelato a Bormio e poi la lunga strada verso casa.
Sia il socio che la sottoscritta hanno avuto una sensazione bellissima su quel ghiacciaio …. ci mancavano passeggiate di questi tenori …. butto li una Giordani …. ma non credo che Andrea mi prenda sul serio ….

7 commenti:

Scuola P. Gilardoni ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
claus ha detto...

bello il cevedale!..ci volevo salire qualche settimana fa ma ero solo...
hai fatto bene a protestare col gestore!

claus ha detto...

sorry, ho fatto casino coi commenti, ero loggato con la user della scuola

heliS ha detto...

Nessun problema, i casini li facciamo tutti.
Peccato non aver saputo che ti interessava il Cevedale .... ti avrei invitato volentieri :)

flaco ha detto...

Complimenti helis!!

Appoggio la tua critica per il trattamento presso il rifugio. Scrivi anche alla Rivista del CAI e alla Sede Centrale.

Belle le foto!!
s'ciao

Anonimo ha detto...

Ottimo far valere le tue sacrosante ragioni al Casati.
Mi stupisco un po' di quello che è successo perchè alcuni anni fa ho conosciuto di persona Alberto P., l'ispettore del rifugio (ovvero: il responsabile della sezione CAI di Milano, proprietaria del rifugio, che è incaricato di mantenere i rapporti tra sezione e rifugio e di "controllare" la corretta gestione).
Con lui (amico di famiglia di uno dei miei abituali soci di escursioni) ero stato proprio sul Cevedale, e posso dirti che è una persona estremamente corretta (oltre che simpatica e disponibile)... che sicuramente non tollererebbe queste scorrettezze da parte del gestore. Non so però se attualmente sia ancora lui l'ispettore.
Fai molto bene a segnalare la cosa. Cerca di dettagliare bene il tutto, ed inviala alla Sezione CAI di Milano e allo "Scarpone", allegando possibilmente anche copia della ricevuta.
Ciao.
Luca A.

heliS ha detto...

Ringrazio sia Flaco che Luca dei suggerimenti, metterò i nomi in Copia Conoscenza.
Luca: è probabile che il referente sia ancora la persona che conosci tu, la figlia del vice, però, ci dice che ora fa tutto il vice .... mi piacerebbe davvero andare a fondo di questa storia. Ma quale compito hanno esattamente i referenti? Qualcuno lo sa?
Grazie degli interventi!
Silvia